Buongiorno!

Oggi vorrei parlarti di un organo davvero importante per la nostra salute ed il nostro benessere, voglio parlarti del Fegato.
A quest’articolo ne sono correlati altri due intitolati la dieta disintossicante e la dieta contro il colesterolo alto che ho dedicato a chi come te ha a cuore la cura di quest’organo dalle molteplici funzioni indispensabili per la nostra sopravvivenza.

Cominciamo con il dire che il nostro fegato rappresenta la principale ghiandola del nostro organismo.
Ed è situato nella parte alta dell’addome, a destra, sotto il diaframma. Pesa all’incirca un chilo e mezzo e svolge un ruolo fondamentale per il nostro metabolismo.

Può essere infatti definito il più grosso “laboratorio chimico” del nostro corpo.
Considera che possiamo sopravvivere senza la cistifellea o senza lo stomaco, ma se il fegato non funziona a dovere, l’intero organismo si trova in grossi guai.
Ne va la vita della persona.

Io dico sempre che quanto si scoprono le innumerevoli funzioni del fegato e quanto sia di totale importanza per la salute della persona, non si può non cominciare a prendersene cura sul serio. La buona funzionalità epatica è di primaria importanza.
Molte delle funzioni del fegato sono infatti essenziali per la nostra sopravvivenza, quelle di cui ti parlerò sono solo alcune, ma la lista sarebbe lunghissima.
Dopo averti elencato le funzioni principali semplificandole ti spiegherà come depurare il fegato. Perchè quest’organo importantissimo possa sempre essere mantenenuto in perfetta efficienza.

IL FEGATO

come depurare fegato

  • Ha un ruolo fondamentale nella modulazione della glicemia
    in quanto rilascia glucosio da questi depositi a seconda della necessità dell’organismo;
  • Si occupa della sintesi dei trigliceridi e del colesterolo
    quindi dei grassi del nostro organismo;
  • Provvede alla secrezione della bile.
    La bile è un liquido giallo-verde che contiene i prodotti di scarto del metabolismo del sangue e del colesterolo e rende digeribili i grassi e permette di assimilare le vitamine liposolubili ossia la A, la D, la E e la K;
  • Distrugge e metabolizza i globuli rossi morti
    recuperando il ferro legato all’emoglobina;
  • Fa da deposito di vitamine e ferro
    ed interviene nel loro metabolismo;
  • Smaltisce l’alcol
    quando viene assunto;
  • Converte l’acido lattico in glucosio
    che è un prodotto di rifiuto creato dai muscoli durante l’attività fisica intensa.
    Lo sapevi che è il fegato che si occupa persino di questo, di smaltire l’acido lattico dopo l’allenamento? Non è incredibile? 🙂
  • Interviene nella sintesi degli aminoacidi non essenziali;
  • Fa da deposito di vitamine e aminoacidi essenziali
    per il funzionamento di cervello, cuore, polmoni e reni;
  • Interviene nel mantenimento del normale equilibrio idrosalino;
  • Produce sostanze proteiche
    necessarie per il trasporto degli ormoni nel sangue;
  • Gioca un ruolo indispensabile nella detossificazione delle scorie metaboliche introdotte nell’organismo tramite l’alimentazione, l’inquinamento o i farmaci.
    Infatti il fegato rende queste tossine idrosolubili, facilitando l’attività d’eliminazione dal rene. Possiamo inoltre dire che il sangue esce dal circolo endo-epatico filtrato, “ripulito”, ricaricato.

Beh ti ho stupito?! 🙂
Hai capito di quale macchinario straordinario stiamo parlando?! 🙂

LO STILE DI VITA SCORRETTO AFFATICA IL FEGATO

Complicando lo svolgimento delle sue funzioni

Abitudini alimentari scorrette, abuso di alcool, forte stress, vita sedentaria, sovrappeso, farmaci, pillola contraccettiva, sono tutti fattori che affaticano il fegato, ingrossandolo e complicando lo svolgimento delle sue funzioni.

Mangiare troppo o mangiare alimenti troppo grassi, fritti o industriali, sottopone il fegato ad un iper lavoro che lo porta al sovraccarico e all’incapacità di riuscire a “ripulirsi” totalmente da queste scorie e tossine.

Quando il fegato non riesce a smaltire tossine e grassi nella maniera corretta significa che è appesantito.

Spesso una stanchezza intensa e poco spiegabile, la mancanza di concentrazione, la sensazione di malessere generale, rimandano ad un quadro che il medico definisce “piccola insufficienza epatica”.

L’intossicazione del fegato può provocare il fenomeno piuttosto comune e fastidioso delle “mosche volanti” nell’occhio.
L’eccesso di tossine in quest’organo provoca un addensamento della sostanza gelatinosa, detta vitreo, che riempie il bulbo oculare creando spiacevoli ombre che si muovono come mosche volanti.

Per depurare l’organismo da scorie e tossine, aiutando il fegato a svolgere al meglio il suo compito, sarebbe consigliato un periodo di depurazione alimentare e fitoterapica.

Esistono infatti alimenti in grado di aiutare e proteggere le funzioni epatiche.
Come il carciofo e il tarassaco che possono essere usati sia come fitoterapici che all’interno della propria dieta. Presto ne parleremo.

Aiutare il fegato a ripulirsi e a rigenerarsi significa guadagnare salute e benessere.

In un “sistema di cose” come quello in cui viviamo, in cui additivi, pesticidi e agenti cancerogeni sono sempre più frequenti, mantenere sano il proprio fegato è fondamentale. Infatti mantenere in salute il filtro del nostro corpo ci mette al riparo da buona parte delle malattie oncologiche oggi tristemente sempre più diffuse.

COME DEPURARE IL FEGATO SE È IN SOVRACCARICO

Riguardo all’alimentazione consigliata in caso di malattie epatiche o sovraccarico epatico alimentare, da alcool o da farmaci, molti cibi sono stati ingiustamente “incriminati” per molto tempo. Quali i cavoli, il caffè, i molluschi o le uova.

I cavoli sono stati completamente “scagionati” ma non solo, la scienza li ha rivalutati come cibo disintossicante, rigenerante e dalle virtù antitumorali.
Riguardo al caffè, ai molluschi e alle uova è sempre meglio essere cauti.

Inoltre si consiglia un’alimentazione povera di grassi, in primis dei grassi saturi della carne, dei salumi e dei formaggi, e i grassi idrogenati dei cibi confezionati.

no alcol

 


L’alcool invece esercita un’azione tossica sul fegato.
Teniamo presente che l’alcool in Italia resta dopo l’epatite C, la seconda causa di cirrosi epatica.

Gli Omega 3 estratti dal pesce sono particolarmente efficaci nel proteggere le cellule epatiche dai tumori che possono colpire la ghiandola.
La loro azione anticolesterolo LDL (“cattivo”) e antitrigliceridi, (una tipologia di grassi che in parte sono sintetizzati dal fegato), ma anche l’azione antinfiammatoria e antiradicali liberi, fanno sì che l’assunzione di 4 perle di olio di pesce al dì per 2 mesi siano un ottimo aiuto per rafforzare il fegato.

L’assunzione di Omega 3 può avvenire quindi sia naturalmente con i cibi, che in sinergia ad una corretta integrazione alimentare.

Un altro integratore di Omega 3 è rappresentato dall’olio di Krill: è un prodotto oleoso (quindi lipidico) di recente introduzione sul mercato degli integratori alimentari.

L’olio di Krill viene ricavato da piccolissimi crostacei (detti appunto krill) che prosperano nelle acque dell’antartico. Questo estratto di acidi grassi contiene Omega 3, 6, 9 vitamina E ed A, fosfolipidi e astaxantina in proporzione ideale.
Secondo recenti ricerche in campo nutrizionistico, l’olio di krill riduce colesterolo e glucosio, aumenta la produzione di energia e potenzia la funzione epatica.
Assunto regolarmente, tiene sotto controllo gli sbalzi d’umore, i crampi e i rigonfiamenti associati a sindromi premestruali.

Serve anche se hai qualche chilo in più!:)

L’olio di Krill è indicato anche in presenza di sovrappeso e caratterizzato da grasso addominale. L’azione anti adipe è dovuta al fatto che, se assunto regolarmente, questo integratore mantiene sotto controllo gli zuccheri nel sangue, evitando quei picchi glicemici che portano il metabolismo a rallentare e il grasso ad accumularsi soprattutto sull’addome.

Tornando al pesce, le specie che contengono le frazioni lipidiche di omega 3 più importanti sono:

  • il salmone selvaggio, quelle racchiuse nella categoria “pesce azzurro”
  • il merluzzo.

Scegli il salmone selvaggio, poiché i mangimi degli allevamenti NON sempre rispettano standard qualitativi “eccelsi”.

merluzzo

 

 

 

 

 

 

 

 

Per quanto riguarda il merluzzo meglio scegliere un prodotto ancora surgelato (a vantaggio della conservabilità) piuttosto di uno decongelato, quindi altamente deperibile.

Infine, ma non per ultimi, i pesci azzurri.
Questi, grazie ad un valore d’acquisto estremamente contenuto e alla possibilità di rientrare “in filiera corta” (in quanto colonizzano abbondantemente il mar Mediterraneo), rappresentano la soluzione più logica ed economica nella ricerca degli alimenti ad alto contenuto di Omega 3.

Essendo di filiera corta, il pesce azzurro è soggetto a stagionalità;
non tutte le specie sono sempre disponibili ma, d’altro canto, rappresentando una vasta gamma di speci, la possibilità di acquistarne una in ogni stagione è pressoché garantita.

I PESCI AZZURRI:

  • tonno (ma non consumiamolo frequentemente in quanto è ad alto rischio mercurio),
  • pesce spada
  • palamita
  • sgombro
  • lanzardo
  • aguglia o costardella
  • aguglia imperiale
  • occhialone o sugarello
  • cicerello
  • spratto o papalina
  • aringa
  • alaccia
  • sarda o sardone
  • sardina
  • acciuga o alice.

Una precisazione: il pesce conservato sotto olio subisce una privazione del contenuto in omega3; aumentano invece gli omega6 e gli omega9.

Inoltre cotture eccessivamente prolungate e l’invecchiamento del pesce possono ridurre il contenuto totale di Omega 3.

Ultimo ma importantissimo consiglio riguardo al consumo del pesce, è totalmente sconsigliato consumare pesce crudo in assenza di abbattimento di temperatura. L’abbattimento di temperatura è una procedura igienico-alimentare che determina “l’eventuale” annientamento delle larve responsabili di parassitosi.
vitamina a

Per quanto riguarda i vegetali invece, i più consigliati come rigeneranti epatici sono quelli ricchi di vitamina A e beta carotene.
Come il melone o le carote.
Utilissimo è anche il carciofo che contiene un polifenolo che è la cinarina.
La cinarina aiuta il fegato in due attività: l’attività coleretica e l’attività colegoga.
Quindi aumenta la produzione della bile e ne facilita l’espulsione nei dotti biliari.

Altri alimenti importanti sono le crocifere come il radicchio, i cavoletti di bruxelles, i cavoli e il cavolfiore. In quanto oltre a rappresentare un potente antitumorale riducono lo stress ossidativi della ghiandola epatica.

Ultimo ma non meno importante alimento utilissimo nei confronti della buona salute del fegato è la soia insieme ai suoi derivati. Ovviamente rigorosamente biologica no ogm.

La soia è una proteina vegetale che provoca un abbassamento del colesterolo e non di meno ha un’azione selettiva sul colesterolo buono quindi aumenta il colesterolo HDL e diminuisce il colesterolo cattivo (LDL).

LE PIANTE CHE RIPARANO IL FEGATO LO RIGENERANO

La rigenerazione epatica è possibile in quanto le cellule si comportano come quelle staminali, ed è possibile che ciò avvenga con  il 25% di cellule del fegato ancora sane.

Per raggiungere questo obiettivo, la fitoterapia offre numerosi rimedi ma il migliore come rigenerante delle cellule epatiche è: il Desmodium Adscendens.

Il Desmodium adscendens, è una pianta di origine africana, dotata di proprietà epatoprotettrici nei confronti di agenti tossici e virali.

Svolge un’azione mirata ad aumentare la velocità di rigenerazione delle cellule del fegato, ripristinando una corretta funzionalità. Oltre a questo la pianta possiede proprietà antiossidanti e anti infiammatorie.

Il cardo mariano invece, contiene silimarina, che stimola il rinnovamento dei tessuti del fegato e si dimostra efficacissima negli avvelenamenti acuti causati dai funghi velenosi. Il suo effetto rigenerante sul fegato rende il cardo mariano prezioso in caso di:

  • cirrosi o epatite
  • durante o dopo l’assunzione prolungata di farmaci di sintesi
  • a chi consuma molto alcool
  • ai fumatori irriducibili

cardo mariano

Non di meno, la radice del Tarassaco possiede proprietà purificanti, antinfiammatorie e disintossicanti nei confronti del fegato.  Favorisce l’eliminazione delle scorie (zuccheri, trigliceridi, colesterolo e acidi urici) rendendo il tarassaco una pianta epatoprotettiva, indicata in caso di insufficienza epatica, itterizia e calcoli biliari.
Stimola, inoltre, le secrezioni di tutte le ghiandole dell’apparato gastroenterico (saliva, succhi gastrici, pancreatici, intestinali) e la muscolatura dell’apparato digerente producendo un’azione lassativa secondaria.

Infine il tarassaco è in grado di riattivare la funzione immunologica e potenziare la risposta immunitaria del sistema linfatico.

Questi fitoterapici si trovano nelle farmacie omeopatiche o in erboristeria sotto forma di capsule o gocce. Estratti secchi, fluidi, tinture madri o gemmoderivati. Ma il trattamento va sempre comunque consigliato da personale esperto (quindi il vostro farmacista o erborista) per valutare le posologie più idonee in base alle patologie da curare.

Alla prossima!

Cinzia

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Cinzia Tarchini
Naturopata Nutrizionista Diet Coach, Esperta in Dimagrimento e Nutrizione. Autrice del metodo per Dimagrire "PerdiPesoConMe!". Cinzia Tarchini ha fatto della Naturopatia e della Nutrizione non solo il suo lavoro, ma il suo punto di riferimento per la vita quotidiana. “Alimentarsi in modo corretto non solo previene la malattia, ma genera salute e un senso di benessere fisco e mentale. E il cibo può essere una vera e propria medicina”.

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