Buongiorno miei cari,
Oggi tratteremo un argomento tanto delicato quanto importante.
Parleremo della Dieta Anti Cancro e di quale ruolo abbia l’alimentazione e il proprio stile di vita nei confronti dello sviluppo delle Malattie Cronico Degenerative quali i Tumori.
Sottolineo vivamente che questo post non vuole assolutamente sostituire i consigli del vostro medico o specialista, vuole essere semplicemente una mia condivisione nei vostri confronti, riguardo ad un argomento che studio da anni e che grandi luminari in materia mi hanno dato modo di approfondire attraverso i loro corsi, seminari, interviste e articoli.

E dal momento che non sono proprio nessuno per permettermi di toccare un argomento così “scottante” usando le mie parole, in quest’articolo vorrei semplicemente divulgare i preziosissimi insegnamenti ricevuti:

  • dal Grandissimo Professor Berrino durante i suoi seminari e le sue interviste,
  • dall’ Istituto dei Tumori di Milano con i suoi Preparatissimi Medici e Ricercatori che insieme allo Chef Giovanni Allegro si occupano di Cucina Preventiva nei confronti di molte gravi malattie quali i Tumori,
  • da una delle persone che stimo di più al mondo, uomo di infinita scienza e sacerdote, il Professor Sergio Chiesa, specializzato in Alimentazione Preventiva.

Come nasce e si sviluppa un Tumore?

Spiegare cos’è un tumore in poche righe non è semplice, soprattutto perchè questo nome indica vari tipi di malattia. Ma ci sono caratteristiche comuni che di seguito vedremo insieme. Conoscerli può aiutarci a portare avanti una migliore prevenzione (alimentare e di stile di vita) e ridurre il rischio di ammalarci.

Cominciamo con il dire che all’interno di ogni cellula del nostro organismo esistono dei “Geni Controllori” che impediscono che la cellula sopravviva quando comincia a riprodursi senza controllo (definiamo questo tipo di cellula “impazzita”).
Infatti se la cellula continuasse a riprodursi in modo incontrollato e senza criterio provocherebbe un Tumore.

Quando accade che i “Geni Controllori” non svolgono ad hoc il loro ruolo, una cellula impazzita può cominciare a dividersi quando non dovrebbe generando un numero enorme di altre cellule altrettanto “disfunzionali” che si comportano come la cellula madre impazzita.
In un tempo più o meno breve, le cellule sane vengono sostituite da un altissimo numero di cellule impazzite disfunzionali.

Sia le cellule di un tumore benigno che quelle di un tumore maligno si replicano incessantemente.
Ma solo quelle di un tumore maligno arrivano ad invadere i tessuti limitrofi andando a “colonizzare” altri tessuti, altre zone dell’organismo.

Quando le Cause Ambientali predispongono allo sviluppo del Cancro?

Tra le più note Cause Ambientali che possono fare da miccia al processo delle “cellule impazzite” ci sono:

  1. L’amianto
  2. Alcune sostanze sviluppate dalla combustione del petrolio
  3. Alcune sostanze sviluppate dalla combustione del carbone
  4. Il Radon
  5. Sostanze chimiche a cui possono essere sottoposti i lavoratori del settore industriale
  6. Sostanze chimiche a cui possono essere sottoposti i lavoratori del settore agricolo
  7. Sostanze chimiche a cui possono essere sottoposti i lavoratori del settore artigianale
  8. Esposizione ai raggi solari
  9. Fumo di sigarette attivo
  10. Fumo di sigarette passivo

Un’ importante parentesi sul Radon

Il Professor Berrino nelle sue interviste parla frequentemente di questo fattore ambientale che sembra avere uno stretto nesso con lo sviluppo del cancro.
Mi servirò delle parole di Wikipedia per spiegarvi scientificamente di cosa si tratti.

Poiché il radon è un gas radioattivo, può risultare cancerogeno se inalato, in quanto emettitore di particelle Alfa.
La principale fonte di questo gas risulta essere il terreno (altre fonti possono essere in misura minore i materiali da costruzione, specialmente se di origine vulcanica come il tufo o i graniti e l’acqua), dal quale fuoriesce e si disperde nell’ambiente, accumulandosi in locali chiusi ove diventa pericoloso (specialmente taverne spesso poco aerate).

virgolette-aperte-1Si stima che il Radon sia la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta, ed alcuni studi evidenziano sinergie fra le due cause.virgolette-chiuse

 

Il radon, in generale, ha una grande volatilità e inerzia chimica: per cui, difficilmente reagisce con altri elementi, e tende a risalire in superficie.

Il radon e i suoi discendenti nella catena di decadimento a loro volta emettono particelle alfa e un’elevata densità di radiazioni ionizzanti. I livelli di guardia sono 150 Bq/m³, corrispondenti a circa 4 pCi/l.

Più alta è la concentrazione nell’ambiente più alto è il rischio di contrarre il tumore.
Un metodo immediato per proteggersi dall’accumulo di questo gas è l’aerazione degli ambienti, soprattutto nei casi in cui questi siano interrati o a contatto diretto col terreno.

Questa tecnica risulta spesso però insufficiente o inefficace e, specialmente nei mesi invernali dispendiosa in termini di riscaldamento dei locali.
La prima cosa da fare, nei casi in cui si sappia di essere in una zona a rischio, è di effettuare delle misurazioni di concentrazione presso la propria abitazione atte a determinare se questo problema esiste veramente.
Infatti non è sufficiente sapere che edifici vicini al nostro sono contaminati da radon poiché l’emissione di questo gas dipende da numerosissimi fattori, difficilmente determinabili a priori.

Quanto conta il Fattore Alimentare nello sviluppo del cancro?

Non seguire una dieta anti cancro può farti cadere in questi errori alimentari, che possono essere le  probabili concause nello sviluppo del cancro.

  1. L’eccesso di proteine e grassi di origine animale
  2. I cibi conservati con additivi (coloranti, conservanti, emulsionanti, stabilizzanti etc)
  3. I cibi conservati male (quindi con possibili muffe)
  4. I cibi affumicati (dalla carne al pesce)
  5. Le carni affumicate, lavorate, conservate, in scatola
  6. L’eccesso di alcool
  7. La sindrome metabolica
  8. Il sovrappeso e l’obesità

Una parentesi importante:

virgolette-aperte-1Va però sottolineato che i fattori di rischio sopra elencati si attivano solo quando si sommano alla fragilità Genetica e alla Predisposizione Famigliare.
Questi ultimi due fattori possono scatenare mutazioni che non si riscontrano in altri individui sottoposti alle stesse cause ma senza la sopracitata predisposizione genetica.
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Carni Lavorate e Processate sul Banco degli Imputati

Secondo l’American Institute for Cancer Research, per esempio, le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa 3 tumori su 10.
Gli studi epidemiologici hanno provato che grassi e proteine animali, favoriscono lo svilupparsi della malattia, mentre la preferenza dei alimenti ricchi di fibre, vitamine e oligoelementi, come cereali integrali, legumi e verdure, sembrano avere un effetto protettivo.

Lo IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, sulla base di 800 studi che correlano il consumo di determinate tipologie di proteine animali con alcune forme tumorali, ha classificato le carni  “lavorate” come cancerogene e quindi causa di cancro (gruppo 1) .
Con un legame segnalato specialmente nei confronti del tumore allo stomaco e del colon-retto.
Le carni rosse invece sono considerate tra le Probabilmente Cancerogene per l’uomo (gruppo 2A).

L’organizzazione Mondiale della Sanità dice cose che in gran parte già in molti sapevamo, e che oggi finalmente sono state confermate dalla comunità scientifica.
Nessuna patologia è causata solo e soltanto dal consumo di carne rossa.
Sono sempre un insieme di “sfortunati” fattori che si vanno a sommare e a dare origine al problema.
In primis la predisposizione famigliare.

Anche se gli epidemiologi, sono ormai concordi all’unanimità sul fatto che un alto consumo di proteine animali, specialmente di carni rosse e lavorate, predisponga allo svilluppo di alcune forme tumorali, alle malattie cardiovascolari, all’infarto, al diabete e all’obesità.
Non sappiamo ancora scientificamente parlando il problema nei confronti delle carni rosse si ponga a causa del contenuto in grassi saturi, se è per colpa dell’alto quantitativo di sodio o del ferro eme. O magari di tutti questi e tre fattori uniti alla predisposizione famigliare.
Quel che è certo è che oggi ci conviene consumare meno carni lavorate e processate possibili.

E per “carni lavorate o processate” si intendono quelle interessate da un processo di lavorazione, che ne prolunga la conservazione e ne migliora il gusto. Come ad esempio l’affumicatura, la salatura, la stagionatura e l’aggiunta dei più disparati Additivi tra cui Conservanti e Insaporitori.

Le Carni “vietate”:

  • hot dogs,
  • wurstel,
  • prosciutti (sembra che il prosciutto di Parma e San Daniele d.o.p. sia esente in quanto privo di nitriti),
  • salsicce,
  • salame,
  • carne in scatola,
  • preparazioni o salse a base di carne,
  • dadi di carne.

Considera che le carni sopra citate sono state classificate nel “gruppo 1”, che contiene i “Carcinogeni Umani Certi”, ossia le sostanze che è stato provato essere gravemente tossiche per l’organismo, e che comprende al momento 117 agenti.

Tra questi 117 agenti ci sono sostanze ad alta pericolosità come il fumo, l’amianto, l’arsenico e il benzene che sappiamo tutti essere gravemente tossici per la salute o addirittura mortali.

Però attenzione, se le carni lavorate sono state inserite nel “gruppo 1”, questo non vuol dire che mangiare un wurstel sia nocivo come fumare un pacchetto di sigarette.

virgolette-aperte-1Ma importante sottolineare che l’effetto dipende sempre dalla dose!virgolette-chiuse

Di certo mangiare salame, prosciutto o wurstel tutti i giorni è assolutamente una dose alta.

Una, massimo due volte a settimana, sono dosi medie/basse per le carni lavorate.
Anche se dal mio punto di vista, con le conferme su quanto ci facciano male che abbiamo ricevuto oggi dalla scienza, evitare il consumo di carni lavorate può essere solo una scelta intelligente per la propria salute e quella dei propri cari … tu che dici?!
Io per esempio questa scelta l’ho intrapresa da molto tempo.
Abbiamo così tanti alimenti tra cui scegliere che non capisco perchè dovrei accanirmi consumando cibi “certamente” o anche solo “potenzialmente cancerogeni”.

Per quanto riguarda invece la pericolosità della carne rossa (come quella di manzo, vitello, agnello, maiale) non lavorata e cotta in un certo modo e a certe temperature, il rischio e il pericolo SEMBRA essere inferiore.

Se volessi saperne di più a riguardo nei miei articoli intitolati “La carne rossa mi piace da morire” e “Dieta proteica:i possibili rischi di una dieta povera di carboidrati” ti invito a leggerli su questo blog.

Nitriti, Nitrati e Alfatossine nei cibi favoriscono lo Sviluppo della Malattia

Il tumore può dipendere anche dalla presenza in alcuni cibi di sostanze che favoriscono lo sviluppo della malattia, come i nitriti e i nitrati che vengono utilizzati per la conservazione dei salumi, e che facilitano la comparsa del tumore allo stomaco.
Oppure le alfatossine liberate da determinate muffe nel mais o in granaglie e legumi conservati, che attaccano soprattutto le cellule epatiche trasformandole in cellule tumorali.

Anche i livelli alti di Insulina nel Sangue favoriscono la Degenerazione Cellulare

Oltre ad eliminare o ridurre drasticamente i cibi “incriminati”, è importante consumare quegli alimenti in grado di intervenire positivamente sulla glicemia nel sangue, in modo da contrastare i picchi che comportano una produzione elevata di insulina.
In quanto i livelli alti d’insulina favoriscono la degenerazione cellulare.

Ci sono due regole molto semplici da seguire a riguardo:

  1. Elimina gli zuccheri semplici e quelli raffinati
  2. Bilancia sempre, con fibre e proteine, i carboidrati che consumi.

Abbiamo bisogno di disintossicarci dallo zucchero.
Lo chiede la linea, lo esige la salute.
E’ lo zucchero uno dei principali responsabili del sovrappeso, ma anche di una serie di patologie e disturbi, che vanno dal diabete, all’ipercolesterolemia, passando dall’ipertensione alla steatosi (fegato grasso).

virgolette-aperte-1Il nostro organismo fu progettato nel corso di milioni di anni e poi costruito in 9 mesi, per mantenere l’equilibrio in qualunque situazione, ma va incontro a deterioramenti che dipendono dalle difficoltà in cui lo mettiamo.
Troppo cibo, troppo concentrato, cibo non adatto, troppi dolci, troppe bibite gassate o alcoliche, troppo confort, troppa televisione, troppo inquinamento!virgolette-chiuse

La nostra dieta è troppo dolce.

C’è innanzitutto il problema dello zucchero bianco perché per noi è spesso invisibile ma è ovunque.
L’industria alimentare lo usa in abbondanza per ottenere un gusto piacevole e non necessariamente dolce: basti pensare che lo mettono anche nelle patatine!
Avremmo tutti bisogno di una cura detox dagli zuccheri, ma soprattutto ne ha bisogno chi deve perdere peso.

Adottare una dieta che tiene sotto controllo l’Indice Glicemico (ovvero la velocità con cui un alimento aumenta i livelli di zucchero nel sangue), riduce il rischio di aumentare di peso, tiene a bada gli attacchi di fame, induce il metabolismo a usare il grasso di riserva per produrre energia, ci evita di incorrere nella Sindrome Metabolica (di cui parleremo nel prossimo paragrafo) e nelle Patologie Cronico Degenerative.

Sostanzialmente sono 2 le regole fondamentali di questo regime alimentare (su cui sono basati tutti i programmi alimentari della PerdiPesoConMe):

  1. Diminuire il consumo di zuccheri semplici
    (come il saccarosio) e di cereali raffinati;
  2. Bilanciare in ogni pasto le fonti di carboidrati complessi
    (come pasta e riso o altri cereali che devono essere sempre integrali) con la contemporanea assunzione di fibre (insalata e verdure) e proteine (legumi e pesce, più raramente carne bianca) che ne riducono l’impatto sulla glicemia.

La Sindrome Metabolica aumenta la probabilità di sviluppare il Cancro del 20 %

Secondo la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori:

virgolette-aperte-1La maggior parte delle malattie croniche che affliggono le popolazioni dei paesi occidentali ricchi, pur avendo molte cause diverse, hanno due grandi cause in comune che volendo possiamo evitare:
Il Tabacco e La Sindrome Metabolica!virgolette-chiuse

La Sindrome Metabolica è definita dalla presenza di almeno 3 dei seguenti 5 fattori:

  1. Obesità addominale:
    Convenzionalmente definita in presenza di una circonferenza vita maggiore di 85 centimetri per le donne e maggiore di 100 per gli uomini.
  2. Glicemia Alta:
    Oltre 100mg/100ml).
  3. Trigliceridi Alti:
    Oltre 150.
  4. Colesterolo HDL Basso:
    Inferiore a 50 mg/100 ml.
  5. Pressione Alta:
    Oltre 85 la minima e 130 la massima.

Il consumo di tabacco aumenta il rischio di ammalarsi di Cancro del polmone, della Gola, dell’Esofago, del Rene, del Pancreas e della Vescica.
La Sindrome Metabolica aumenta il rischio di Diabete, Cardiopatie, Morbo di Alzheimer, Tumori dell’intestino, del Fegato, dell’Endometrio, del Rene, della Prostata.

I fumatori vivono in media 10 anni in meno dei non fumatori.
Chi ha la Sindrome Metabolica vive in media 5 anni in meno rispetto a chi non ne soffre.

La sindrome metabolica dipende dalla nostra dieta ad alta densità calorica (cioè troppo ricca di grassi e di zucchero), ricca di cibi ad alto indice glicemico (farine raffinate, pane bianco, patate), grassi saturi (carni rosse, salumi e formaggi), grassi idrogenati (dolciumi e margarine), e troppo ricca di proteine animali e di sale. L’unico modo per evitarla è una dieta anti cancro.

virgolette-aperte-1Il cibo tradizionalmente consumato nei paesi mediterranei ossia cereali integrali, legumi, verdure, olio d’oliva, semi oleaginosi, un po’ di pesce e solo occasionalmente altri cibi animali ci protegge!virgolette-chiuse

 

Sovrappeso e Tumori

Il sovrappeso è responsabile di circa 10 dei Tumori più diffusi.
Secondo i ricercatori, il peso corporeo in eccesso può rappresentare la causa del 41 % dei casi di cancro all’Utero, del 10 % di quelli alla Colecisti, del Rene, del Fegato, del Colon e del Retto.
In uno studio pubblicato su “The Lancet”, gli scienziati affermano che, se la tendenza all’aumento di peso della popolazione mondiale non inverte la propria marcia, ma continua a crescere, ci potrebbero essere 3500 casi di tumori in più ogni anno.

Mentre frequentavo i corsi di Cucina Preventiva del Centro Studi dei Tumori di Milano, le Ricercatrici dell’istituto ci raccontarono che in questo momento i loro studi erano concentrati sui “bambini obesi”.
E perchè in un istituto che si occupa di prevenzione e cura oncologica stava concentrando i suoi studi sui bambini obesi sani (intesi come non malati di cancro)?
Perchè i bambini obesi di oggi, saranno probabilmente adulti obesi domani (salvo le famiglie facciano di tutto per far “invertire la rotta” ai loro figli).
E gli adulti obesi sono affetti da Sindrome Metabolica.
E quest’ultima aumenta il rischio di sviluppare il cancro del 20 %.
La donna con problemi di sovrappeso e obesità addominale ha probabilità maggiori rispetto alla donna normopeso di sviluppare il cancro della mammella.
Lo stesso vale nell’uomo nei confronti del cancro della prostata.

Ecco un video del professor Berrino riguarda Alimentazione e Prevenzione dei Tumori

Cosa dovremmo portare in tavola ogni giorno per fare prevenzione attraverso il cibo?

Il nostro organismo ha bisogno di tutti i nutrienti per la sua salute psicofisica e per il suo benessere a 360 gradi.
Questi nutrienti (micro e macro) devono essere assunti attraverso i cibi migliori, quelli più sani e privi di effetti collaterali che a lungo termine possono diventare pericolosi per la nostra salute.

Se ci nutriamo abitualmente di carni rosse, carni lavorate e conservate (dai würstel ai prosciutti, fino ai salumi), carni salate, affumicate o in scatola, o ancora attraverso i latticini (anche se l’ Istituto dei Tumori di Milano dice non ci siano ancora dati scientifici schiaccianti riguardo il consumo di formaggi e sviluppo del cancro), le uova o il pesce affumicato, l’assorbimento da parte dell’organismo di queste proteine animali poco sane potrebbe dare origine a composti nocivi che favoriscono lo sviluppo del cancro.

Invece una dieta anti cancro, composta sopratutto di proteine verdi che derivano dai legumi e dai cereali integrali (che come abbiamo già visto devono essere ben conservati e totalmente privi di muffe), dalla soia biologica no OGM (nel paragrafo successivo ne parleremo), dalla frutta secca, dai semi oleosi, oppure le proteine animali derivate dal pesce fresco e di buona qualità, consentono di ridurre il rischio di ammalarsi di cancro.

Oltre alle proteine verdi, il ruolo primario ed essenziale nei confronti della Dieta anti cancro è rivestito da tutti i vegetali freschi e di stagione.

Ogni giorno dovremmo portare in tavola 2 o 3 porzioni di frutta fresca da 100-150 grammi l’una (a colazione, metà mattina e metà pomeriggio, non a fine pasto, aumenterebbe i tempi digestivi).
E 3 o 4 porzioni di verdura da 150-250 grammi l’una.

Il Professor Sergio Chiesa consiglia di “Aprire” sempre il nostro pranzo e la nostra cena con una porzione molto abbondante di insalata e/o di verdura cruda.
Come sottolinea il Professore, non “tre foglie d’insalata striminzite”, ma un bel piattone di verdura cruda in cui spicca l’insalata ma possono essere aggiunte verdure di stagione colorate, crude, tagliate a rondelle sottili o alla julienne.
Nella nostra insalata d’ apripasto possiamo inserire anche qualche spicchio d’agrume, o delle fettine di mela.

E possiamo condire la nostra insalata con una vinagrette ottenuta con un cucchiaio d’olio extravergine spremuto a freddo e di prima spremitura (non ottenuto dalla mescola di più oli magari scadenti oppure estratto con solventi chimici).
Oppure del succo di limone fresco e un pizzico di gomasio (un mix di sale integrale bio e semi di sesamo tostati che puoi comprare in ogni negozio bio o fare da sola in casa).

Dopo la nostra insalata d’apripasto il Professor Sergio Chiesa consiglia di accompagnare il nostro primo piatto di cereali integrali a rotazione, con proteine di pesce o legumi, e con una porzione copiosa di verdura cotta.
Un esempio semplicissimo?
Un buon risotto integrale con gamberetti e zucchine oppure un orzotto con ragù di verdure e tufo.
O ancora un’insalata fredda di quinoa e amaranto con lenticchie rosse e verdure alla julienne.
Oppure una zuppa di farro integrale, ceci, verdure a cubetti e rosmarino.
Gli esempi potrebbero essere migliaia!

Basta unire del cereale integrale a rotazione (evitando accuratamente la pasta se non integrale e biologica!) ossia riso integrale bio, orzo, avena, farro integrale, miglio, amaranto, quinoa (che in realtà è un vegetale e non un cereale), grano saraceno etc. con dei legumi o del pesce e della verdura.
Anche la verdura del nostro primo piatto deve essere abbondante.
Per esempio se prepari un risotto usa una grossa zucchina per persona.

Oppure dopo la nostra insalata il Professore consiglia di consumare un secondo piatto (di legumi o di pesce, molto più raramente di carne) con un bel contorno di verdura cotta.
Il suo consiglio è quello di imparare a consumare i legumi a rotazione ogni giorno (fagioli di diverse tipologie, lenticchie, germogli di soia e derivati della soia, ceci, cicerchie, piselli etc).

virgolette-aperte-1Utilizzando la verdura cruda, in insalata, come apripasto per ogni nostro pranzo ed ogni nostra cena, e nutrendoci di verdura cotta all’interno di ogni nostro primo piatto di cereali integrali o in accompagnamento ad ogni nostro secondo piatto, possiamo essere certi di consumare almeno 600 gr di verdura al giorno!virgolette-chiuse

Che sommata alla frutta (3 porzioni da 150 grammi circa: colazione, metà mattina e metà pomeriggio) raggiunge quasi il chilo di vegetali freschi e di stagione consumati quotidianamente.

Questa super dose di antiossidanti, antiradicali liberi, vitamine, sali minerali e oligoelementi è la più grande dieta anti-cancro che possiamo portare avanti anche per tutta la vita! 🙂

Quanto Pesce e quale Pesce contro il cancro?

Ecco la rassegna delle specie più ricche di grassi “buoni”, con il loro importante apporto di Omega 3, che fanno bene al nostro cuore e al nostro cervello e sono utili contro le malattie cronico degenerative (in ordine dal più ricco al meno ricco di Omega 3):

  1. Le sardine fresche (4,10 gr di Omega 3 per 100 gr!)
  2. L’anguilla d’allevamento
  3. Il tonno fresco
  4. L’aringa fresca
  5. Il salmone fresco, meglio se Selvaggio (2,10 gr di Omega 3 per 100 gr!)
  6. Lo sgombro fresco
  7. L’orata fresca dall’allevamento
  8. Le sardine sott’olio
  9. La spigola dall’allevamento
  10. L’acciuga fresca (0,80 gr di Omega 3 per 100 gr!)
  11. I gamberi
  12. La trota
  13. La sogliola
  14. Le cozze
  15. Il merluzzo surgelato (0,20 gr di Omega 3 per 100 gr, pochi ma pur sempre presenti rispetto a tanti altri pesci che non ne contengono!)

Gli Omega 3 sono contenuti soprattutto nel grasso del pesce azzurro (che prende questo nome per il colore blu scuro del suo dorso e argenteo del suo ventre).
I pesci maggiormente consigliati per salute secondo il Centro Studi dei tumori di Milano sono: tutti i pesci azzurri, il salmone selvaggio e il merluzzo surgelato.

In particolar modo è importante acquistare il Salmone Selvaggio (e non d’allevamento).
In quanto molti allevamenti per conferire il tipico colore rosa alle sue carni (dato dal consumo in natura dei gamberetti) usano mangimi e farine ricche di coloranti.

Il pesce pescato è maggiormente ricco di Omega 3 rispetto a quello allevato perché nel suo habitat il pesce ingerisce gli Omega 3 attraverso le alghe del fitoplancton marino.
Bisogna essere sicuri che non venga da mari contaminati , perché assorbe facilmente i metalli tossici (inquinamento da mercurio e diossina).
Ecco perché i pesci più piccoli del mediterraneo come alici e sardine, sono i più sicuri rispetto a quelli grandi come il tonno o il pesce spada.
Perché hanno un ciclo di vita più breve e quindi insufficiente per accumulare mercurio o diossina nelle loro carni.
Il pesce d’allevamento invece cresce in vasche affollatissime ed in più è soggetto a malattie.
Quindi è più soggetto alle terapie antibiotiche.
Inoltre i mangimi con cui vengono nutriti i pesci d’allevamento sono poveri di Omega 3 perché costano meno all’allevatore.

Soia: Preventiva o Dannosa nei confronti del Cancro del Seno?

Le Ricercatrici del Centro Studi dei Tumori di Milano hanno sottolineato che “La Ricerca nel Mondo contro il Cancro al Seno” riassume il ruolo dell’alimentazione e dello stile di vita come elementi fondamentali preventivi in questa breve lista:

1. Mantieni il tuo peso ideale

2. Svolgi regolarmente attività fisica

3. Consuma molta verdura cruda e cotta

4. Preferisci il consumo di proteine vegetali a quelle animali

5. Consuma la soia e i suoi derivati

6. Evita gli eccessi di grassi, specialmente saturi

La soia rappresenta un’ottima alternativa proteica e vegetale alla carne.
Tuttavia come con tutti i cibi (salvo la verdura) non bisogna esagerare.
E non bisogna esagerare non perché la soia di per sé faccia male, ma perché alcuni preparati a base di soia possono essere addizionati con oli vegetali di scarsa qualità (come l’olio di palma, di colza, di palmizio o di cocco) e troppo sodio.

Effettivamente secondo molti studi l’unica precauzione al consumo di soia va prestata nel caso in cui il tumore alla mammella sia già stato diagnosticato.
Resta controverso anche il ruolo preventivo della soia.
Secondo alcuni ricercatori infatti, questo importante legume è in grado di proteggere dal cancro al seno e alla prostata, chi ne fa un uso abituale.
Oltre che dai tumori ormono-dipendenti.
Secondo altri ricercatori invece, la soia potrebbe addirittura favorire lo sviluppo di alcuni tipi di cancro, o peggiorare quelli già esistenti.

I principali studi restano comunque a favore di una sua efficacia nella conferma dei tumori.
I maggiori principi attivi della soia sono gli isoflavoni fra cui soprattutto la genisteina, sostanze che hanno una struttura simile a quella degli estrogeni.
Da un punto di vista chimico, gli isoflavoni assomigliano agli ormoni sessuali femminili e come questi ultimi, tra gli altri effetti hanno anche quello di proteggere alcuni tessuti corporei dai tumori.
Infatti facendo da “riequilibranti ormonali” ostacolano la stimolazione ormonale che è all’origine di molte patologie tumorali.

Inoltre gli isoflavoni riuscirebbero a inibire l’angiogenesi ossia la creazione dei vasi sanguigni che dovrebbero nutrire le formazioni cancerose.
Non a caso, (anche il Professor Berrino, ce lo fa presente nei suoi seminari e nelle sue interviste) le donne orientali, grandi consumatrici di soia sia dall’infanzia, presentano un’incidenza di 10 volte più bassa del cancro alla mammella.
Grazie al consumo di soia durante la loro intera vita le donne occidentali soffrono di cancro al seno 10 volte in meno rispetto alle donne occidentali!
La presenza costante della soia nella dieta funziona quindi come una cura preventiva nei confronti di questa patologia.

Inoltre la soia sembra possedere proprietà efficaci anche nella difesa dalle malattie tumorali della prostata.
I fitoestrogeni contenuti nel legume proteggono anche l’uomo dai tumori ormoni-dipendenti.

Ma ricorda sempre una cosa importantissima:
Meglio verificare sempre che la soia sia rigorosamente biologica e non Ogm!

11 Raccomandazioni sullo Stile di Vita e l’Alimentazione per la Prevenzione dei Tumori

Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul cancro (WCRF: World Cancer Research Fund), la cui missione primaria è di promuovere la prevenzione primaria dei tumori attraverso la ricerca e la divulgazione della conoscenza delle loro cause, ha concluso un’opera ciclopica di revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto tra alimentazione e tumori.

Hanno contribuito alla sua stesura oltre 150 ricercatori, epidemiologi e biologi, di circa 50 centri di ricerca fra i più prestigiosi del mondo.

La S.C. Epidemiologia e prevenzione della Fondazione IRCSS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha gestito la sezione sui Tumori della Mammella, dell’Ovaio e della Cervice Uterina.
Il volume è disponibile sul sito www.dietandcancerreport.org

Ecco le 11 regole della dieta anti cancro:

  1. MANTENERSI SNELLI TUTTA LA VITA:
    Per sapere se il proprio peso rientra in un intervallo accettabile,
    è importante calcolare il proprio “indice di Massa Corporea”.
    IMC è uguale al peso in Kg diviso per l’altezza in metri elevata al quadrato.
    Ad esempio una persona che pesa 70 kg ed è alta 1,74 ha un IMC = 70 / (1,74 x 1,74) = 23,1 che dovrebbe rimanere verso il basso dell’intervallo considerato normale
    (fra 18,5 e 24,9 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità).
  2. MANTENERSI FISICAMENTE ATTIVI TUTTI I GIORNI:
    E’ sufficiente un impegno fisico pari ad una camminata veloce per almeno mezz’ora tutti i giorni. Mano mano ci si sentirà più in forma si consiglia di prolungare l’esercizio fisico fino ad un’ora al giorno, o di arrivare a praticare uno sport più impegnativo.
    Limitare le abitudini sedentarie come prendere l’ascensore invece che le scale o stare seduti a lungo davanti alla televisione
    (questo vale anche nei bambini e adolescenti nei confronti dei giochi a computer).
  3. LIMITARE IL CONSUMO DI ALIMENTI AD ALTA DENSITA’ CALORICA ED EVITARE IL CONSUMO DI BEVANDE ZUCCHERATE:
    Sono ad alta densità calorica i cibi industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati, che contengono alte qualità di zucchero quali i cibi serviti nei fast-food. Si noti la differenza tra la parola evitare e limitare.
    Se occasionalmente si può mangiare un cibo molto grasso o zuccherato (di certo non tutti i giorni),l’uso di bevande zuccherate è invece da evitare soprattutto perchè danno un altissimo numero di calorie senza saziarci, quindi saremmo in grado di berne anche diverse lattine senza accorgercene.
  4. BASARE LA PROPRIA ALIMENTAZIONE SUI CIBI DI PROVENIENZA VEGETALE:
    CON CEREALI INTEGRALI E LEGUMI IN OGNI PASTO INSIEME AD UNA VARIETA’ DI VERDURE NON AMIDACEE (quindi per verdure non si intendono le patate o altri tuberi) E DI FRUTTA.
    Sommando verdura e frutta sono raccomandate almeno 5 porzioni per un totale di 600 grammi giornalieri. Tra le verdure non devono essere comprese le patate.
  5. LIMITARE IL CONSUMO DI CARNE ROSSE ED EVITARE QUELLO DELLE CARNI CONSERVATE:
    Le carni rosse comprendono quelle ovine, suine e bovine, compreso il vitello. Non sono raccomandante ma per chi è abituato a mangiarne si raccomanda di non mangiarne più di 500 grammi la settimana complessivamente.Si noti la differenza nel termine “limitare” il consumo riferito alle carni rosse e“evitare” il consumo riferito alle carni conservate (carni in scatola, prosciutti, salumi, wurstel) PER LE QUALI NON SI PUO’ DIRE CHE VI SIA UN LIMITE AL DI SOTTO DEL QUALE PROBABILMENTE NON VI SIA RISCHIO.
  6. LIMITARE IL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE:
    Non sono raccomandate, ma per chi le consuma abitualmente si raccomanda di limitarsi ad un bicchiere da vino da 120 ml al giorno per le donne e il doppio (2 bicchieri) per l’uomo. Scegliete vini di uve di qualità così da avere un alto valore di bioflavonoidi. Ma ricordate comunque che l’alcool contenuto in un bicchiere di vino è pari a quello di una lattina di birra ed è lo stesso di quello contenuto in un minuscolo bicchierino di distillato o liquore.
  7. LIMITARE IL CONSUMO DI SALE:
    Abituati a salare il meno possibile o a non salare i tuoi piatti.
    Usa invece erbe aromatiche e spezie per insaporire le tue pietanze. Oppure scegli del gomasio biologico o fatto in casa (sale integrale bio + semi di sesamo tostati). Non consumare più di 5 grammi di sale al giorno e non consumare cibi sotto sale.
  8. NON CONSUMARE CIBI CONTAMINATI DA MUFFE:
    Controlla sempre bene i tuoi cibi prima di cucinarli e consumarli. In particolar modo sii attento a legumi e cereali.
  9. ASSICURARSI UN RAPPORTO SUFFICIENTE DI TUTTI I NUTRIENTI ESSENZIALI ATTRAVERSO IL CIBO:
    Questo è possibile variando il più possibile ciò che mangi. Nei confronti della prevenzione del cancro non è consigliata invece l’assunzione di integratori. Fai che sia il cibo la tua medicina di prevenzione.
  10. ALLATTARE I PROPRI FIGLI ALMENO FINO A 6 MESI:
    Nei limiti dei pochi studi disponibili sulla prevenzione delle recidive, le raccomandazioni per la prevenzione alimentare del cancro valgono anche per chi si è già ammalato.
  11. NON FUMARE, NON FARE USO DI TABACCO:
    Il cancro al polmone causato dal fumo è quasi sempre letale.

E con queste raccomandazioni, ti ringrazio per essere stato con me fino alla fine di questo articolo e spero ti abbia aiutato ad avere le idee più chiare nei confronti di come mangiare e quale stile di vita adottare se vuoi fare prevenzione nei confronti del cancro e delle malattie cronico degenerative.
Ovviamente queste sono linee guida ormai diffuse a livello internazionale che non garantiscono l’ immunità nei confronti del cancro, ma la prevenzione gioca un ruolo fondamentale nel migliorare il nostro stato di salute ed è certo che possano abbassare le probabilità di ammalarsi di un malattia terribile.

Augurandoti tanto benessere e tanta salute, ti abbraccio forte e ti dò appuntamento al prossimo articolo!
A presto,

Cinzia

 

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Cinzia Tarchini
Naturopata, Diet Coach, Esperta in Dimagrimento e Nutrizione e autrice del metodo PerdiPesoConMe!, un metodo unico in Italia per dimagrire con programmi che ti accompagnano giorno per giorno per ritrovare il tuo peso forma. Cinzia Tarchini ha fatto della Naturopatia e della Nutrizione non solo il suo lavoro, ma il suo punto di riferimento per la vita quotidiana. "Il cibo può essere una vera e propria medicina". La mia missione è aiutare le persone a ritrovare il proprio peso forma in modo sano e sereno!

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