Mia cara lettrice,

l’argomento che affrontiamo oggi riguarda un problema molto serio e più frequente di quanto immagini: colpisce mediamente circa il 20% della popolazione!
Colpisce più le donne che gli uomini e i primi sintomi, per circa la metà dei pazienti, compaiono prima dei 35 anni.
Stiamo parlando del Colon Irritabile e in questo articolo mi sento in dovertene di parlarne approfonditamente, cercando di analizzare cause e rimedi, ma soprattutto fornirti adeguati consigli per seguire una Dieta per il Colon Irritabile.
Partiamo dalla base e cerchiamo di capire come funziona il nostro intestino in generale, considerato dalla Scienza come il nostro secondo cervello!

L’ Intestino: com’è fatto e come funziona.

L’ intestino è l’ ultimo tratto dell’apparato digerente: è un “tubo” con pareti flessibili e di diametro variabile, ripiegato più volte su di sè e può raggiungere la lunghezza di 8 mt!
E’ distinto in due parti fondamentali: l’ Intestino Tenue e l’Intestino Crasso.

Apparato digerente

L’intestino tenue

E’ un organo tubolare cavo con una lunghezza media di circa 7 metri e con diametro di circa 4 cm. ed è composto da 3 tratti:

  • Duodeno, che ha funzioni digestive ed assorbenti, endocrine (secerne ormoni endocrini e pancrinici), immunitarie.
  • Digiuno, con funzioni digestive.
  • Ileo, con funzioni digestive.

L’ Intestino tenue è collegato nella parte iniziale con la Valvola Pilorica (che lo separa dallo stomaco ed impedisce il reflusso di quanto ingerito) e verso la fine con la Valvola Ileo-cecale, che serve da congiungimento con l’Intestino Crasso.
Internamente, sono presenti delle pieghe che, a loro volta, hanno sottili “flessioni” chiamate Villi, che hanno lo scopo di aumentare la superficie digestiva ed ottimizzarne il processo.

Dieta del colon irritabile cura e dieta

Le cellule con membrana flessa che si trovano sui Villi, dette Microvilli, aumentano ulteriormente la superficie e quindi la capacità digestiva ed assorbente dell’Intestino.
La vita media dei Microvilli è di 3-5 giorni, con successiva rigenerazione, allo scopo di mantenere in piena efficienza le funzioni dell’intestino.

L’Intestino Crasso

L’intestino crasso è la parte terminale dell’ apparto digerente: è lungo mediamente 1,70 m, ha un diametro di circa 7 cm e si collega tramite l’Ileo all’ Intestino Tenue.
E’ composto da 3 tratti:

  • Cieco
  • Colon(diviso in ascendente, trasverso, discendente e sigmoideo o ileopelvico)
  • Retto

In questo tratto di Intestino viene completata la digestione degli alimenti e gran parte dei principi nutritivi (circa il 90%) viene assorbita.
La funzione principale dell’ intestino crasso è, quindi, di accumulare i residui del processo digestivo e favorirne l’espulsione.
Qui vengono assorbite anche vitamine, non quelle introdotte con gli alimenti (già assorbite a livello del tenue), ma soprattutto quelle prodotte dai miliardi di batteri che popolano il colon (che sintetizzano in particolare la vitamina K ed alcune vitamine del gruppo B) detti Flora Batterica Intestinale.
L’acido butirrico prodotto dalla flora batterica sembra abbia un effetto protettivo contro il cancro al colon (da qui la raccomandazione di arricchire la propria dieta con un’ampia varietà di vegetali freschi ed alimenti integrali, spesso esclusi dalle abitudini dietetiche degli occidentali).

L’intestino crasso è anche “deposito” per le feci, grazie al diametro superiore rispetto a quello dell’intestino tenue.
La durata complessiva della digestione del cibo, dipende dalla quantità e dalla qualità degli alimenti ingeriti: un pasto medio rimane nello stomaco per circa 2-3 ore, permane nel tenue per altre 5-6 ore e, arrivato nel crasso, vi soggiorna per circa 48-72 ore.

Le feci, espulse all’esterno attraverso l’ano, sono costituite prevalentemente da acqua(75%), batteri, grassi (poiché la loro digestione è più complicata di quella degli altri nutrienti), sostanze inorganiche (minerali ed in particolare calcio, ferro, zinco), proteine, materiale non digerito (in particolare la fibra) e i Microvilli degenerati.

Perché è importante mantenere in salute l’ Intestino?

Perché, non a caso, viene definito il secondo cervello del corpo umano!
Esatto, non è uno scherzo, cara lettrice!:-)

Dieta per la sindrome del colon irritabile

Negli ultimi anni, molte ricerche scientifiche hanno chiarito che la salute dell’Intestino è molto più importante di quanto ci si immaginava.
Esiste una stretta correlazione fra cervello ed Intestino (che si pensa comunichino attraverso il Nervo Vago che li collega): il cervello si avvale preziosamente dell’intestino per svolgere le sue funzioni ed è fondamentale capire che il benessere intestinale (così come quello mentale) si ripercuote anche sul resto del corpo.
L’ intestino è fornito di un sistema nervoso costituito da una fitta rete di neuroni (similarmente al cervello!) che ricevono e trasmettono segnali e stimoli in reazione a sensazioni e stati d’animo interni ma anche ad agenti esterni.
E’ ormai risaputo quanto l’emotività possa ripercuotersi sul sistema gastro-intestinale (la colite ad esempio), ma si ipotizza anche il contrario: che problematiche intestinali possano portare a sviluppare alcune forme di ansia o depressione.

L’ Intestino ha l’ enorme “potere” di condizionare la tua salute!

Il Colon Irritabile: cosè?

Dieta per la sindrome del colon irritabile gonfiore

Il colon è lungo circa un metro e mezzo e collega l’intestino tenue al retto e all’ano e la sua  funzione principale è quella di assorbire l’acqua, le sostanze nutritive ed i sali minerali dal cibo parzialmente digerito proveniente dall’intestino tenue.
Si stima che ogni giorno circa un litro di liquidi passa dall’Intestino Tenue al Colon, mentre il volume contenuto nelle feci è di circa 150 ml.: la differenza tra la quantità di fluidi che arrivano nel colon dall’Intestino Tenue e la quantità di feci è pari alla quantità di liquidi assorbita ogni giorno dal Colon.
La contrazione dei muscoli del Colon e il movimento dei liquidi in esso contenuti viene controllata dai nervi, dagli ormoni e dagli impulsi nervosi dei muscoli del colon: queste contrazioni spostano i liquidi contenuti nel colon verso il retto, durante questo passaggio l’organismo assorbe l’acqua e le sostanze nutritive.
Tutti gli scarti vanno, poi, a formare le feci.

Quando questo meccanismo presenta anomalie e non funziona come dovrebbe, si finisce nella sindrome del colon irritabile (IBS, Irritable bowel syndrome), un disturbo molto frequente con presenza di:

  • Crampi addominali,
  • Dolore addominale,
  • Nausea,
  • Costipazione,
  • Diarrea.

Per alcune persone la sindrome del colon irritabile può rivelarsi invalidante: si può non essere più in grado di lavorare, di fare vita sociale o addirittura di fare viaggi anche se brevi.

Agli inizi del 1900 il Prof.Manning e i suoi collaboratori, stabilirono sei criteri differenziali tra la Sindrome del Colon Irritabile e le malattie intestinali organiche comuni.
Questi criteri, chiamati “Manning Criteria” sono riassumibili in :

  • dolore associato a maggiore frequenza delle evacuazioni (IBS con prevalenza di diarrea)
  • dolore associato a rallentato transito intestinale (sindrome del colon irritabile con prevalenza di stipsi)
  • dolore alleviato dalla evacuazione
  • marcata, visibile, distensione addominale
  • sensazione soggettiva di incompleta svuotamento intestinale in più del 25% delle evacuazioni
  • mucorrea in più del 25% delle evacuazioni

Negli ultimi anni, durante i congressi tenutisi a Roma sull’argomento (i cosiddetti Rome Criteria I e II), si è provveduto a definire più precisamente l’iter per la diagnosi, la ricerca e la cura dell’IBS.
Il Rome Criteria II (1999) con il Gut Group Brain Research, stabilisce che l’IBS può essere diagnosticata sulla base della presenza di sintomi da almeno 12 settimane (anche non consecutive), purché nei 12 mesi precedenti ci sia stato disagio o dolore addominale con due su tre di questi caratteristiche:

  • dolore alleviato con la defecazione e/o
  • esordio associato ad un cambiamento nella frequenza delle feci e/o
  • esordio associato ad un cambiamento di forma (aspetto) delle feci.

I sintomi che supportano ulteriormente la diagnosi di IBS sono:

  • Frequenza di evacuazione anormale (“anormale” può essere definito come più di tre evacuazioni al giorno e meno di tre evacuazioni a settimana).
  • Feci di forma anomala (feci grumose o a pezzi o acquose).
  • Passaggio delle feci anomale (sforzo, urgenza o sensazione di evacuazione incompleta).
  • Gonfiore o sensazione di distensione addominale.
  • Modificazioni della frequenza delle evacuazioni.

Ad oggi, nel mondo, circa il 50% della popolazione affetta da Sindrome del Colon Irritabile e riferisce l’inizio della  sintomatologia a prima  dei 35 anni di età.

Quali sono le cause dell’ IBS?

I ricercatori non hanno ancora definito alcuna causa specifica.

  • La teoria più diffusa è che i pazienti che ne soffrono hanno un colon, o intestino crasso, particolarmente sensibile e reattivo a determinati alimenti e allo stress.
  • Anche il sistema immunitario, che combatte le infezioni, potrebbe essere coinvolto.
  • La normale motilità (movimento) dell’intestino potrebbe essere assente e/o potrebbero manifestarsi degli spasmi (contrazioni muscolari improvvise e dolorose, che se ne vanno improvvisamente come sono iniziate) oppure il colon potrebbe addirittura smettere temporaneamente di funzionare.
  • La superficie interna del colon, l’epitelio, è sotto controllo del sistema immunitario e del sistema nervoso, regolando il transito dei fluidi: quand’è presente la Sindrome del Colon Irritabile, l’epitelio sembra funzionare correttamente ma se i fluidi in transito nel colon si muovono troppo velocemente, il colon perde la capacità di assorbirli. La conseguenza è che le feci risultano troppo liquide.
  • In altri pazienti al contrario il transito nel colon è troppo lento e questo fa sì che vengano assorbiti troppi liquidi sviluppando costipazione.
  • Alcuni ricercatori ipotizzano che la Sindrome del Colon Irritabile potrebbe essere anche causata da un’infezione batterica dell’apparato digerente.
  • Secondo alcune ricerche recenti, la Serotonina (un neurotrasmettitore, ovvero una sostanza chimica che trasmette i messaggi da una parte all’altra dell’organismo) è connessa alla normale funzionalità gastrointestinale: il 95% della serotonina presente nell’organismo si trova nell’apparato digerente e solo il restante 5 per cento si trova nel cervello.Le cellule che formano la parete interna dell’intestino funzionano come trasportatori della serotonina al di fuori dall’apparato digerente: i pazienti affetti da sindrome del colon irritabile hanno una diminuzione dell’attività dei recettori e livelli anormali di serotonina.
    Come conseguenza si hanno problemi di defecazione, di motilità e di sensibilità della zona causati dalla presenza di recettori del dolore particolarmente sensibili.
  • Lo stress, l’ essere tesi, angosciati, arrabbiati o oppressi mentalmente o fisicamente, può stimolare gli spasmi del colon nelle persone affette da sindrome del colon irritabile.
    Il colon ha molte terminazioni nervose che lo collegano al cervello, proprio come il cuore e i polmoni: queste terminazioni nervose controllano le normali contrazioni del colon e causano la ben nota sensazione di fastidio all’altezza dell’addome durante i momenti di stress. Spesso, quando ci si sente così, si lamentano crampi o farfalle allo stomaco.
    Nei pazienti affetti da IBS il Colon può reagire più del normale persino alle situazioni di stress e di conflitto meno problematiche: lo stress rende il cervello più consapevole delle sensazioni provenienti dal colon e il paziente le percepisce come sgradevoli.

Il peggioramento dei sintomi della sindrome del colon irritabile può essere collegato a:

  • pasti abbondanti,
  • accumulo di gas nel colon,
  • assunzione di farmaci,
  • assunzione di grano, orzo, segale, cioccolata, latte e derivati o alcool,
  • assunzione di bevande contenenti caffeina, come ad esempio caffè, tè o cola,
  • situazioni di stress, conflitto o turbamento emotivo.

Purtroppo molte persone che soffrono di IBS non si rivolgono subito al medico: circa il 70% non riceve alcuna cura per i suoi sintomi!
Ad oggi,  esistono diverse possibilità di cura dei sintomi: il medico saprà consigliare la terapia migliore per te ed una Dieta adeguata.

La Dieta del Colon Irritabile

Il regime alimentare di chi purtroppo soffre di questa patologia è fondamentale!
Con l’assunzione di alcuni alimenti e, soprattutto, l’eliminazione di altri, si possono spesso migliorare i sintomi del disturbo!

Alimenti sconsigliati

Ti indico alcuni degli alimenti che, stando ai vari studi in proposito, sembra vadano a peggiorare la malattia pertanto è meglio evitarli:

  • Latte e derivati: yogurt, formaggi a pasta molle, crema pasticcera e gelato.
  • Dolcificanti (ad esempio il sorbitolo).
  • Frutta che tende a fermentare: cachi, uva bianca e nera, fichi, castagne, ciliegie, anguria, melone e prugne, mango, susine, pesche, mele, pere, nashi.
  • Frutta secca: pistacchi e anacardi.
  • Verdura di lunga digestione:cavolfiori, carciofi, spinaci, cipolla, rucola, cetrioli, sedano,asparagi, aglio, porri, asparagi, barbabietola, cavolo verza, mais dolce.
  • Legumi, cereali come segale, grano, quindi pane, pasta e biscotti.
  • Spezie di ogni tipo.
  • Bevande stimolanti come caffè o the.
  • Bibite gasate.

Alimenti consigliati

  • Pesce magro,
  • Pollo,
  • Tofu,
  • Formaggi a pasta dura e prodotti caseari senza lattosio,
  • Avena riso, quinoa, prodotti senza glutine,
  • Uova
  • Verdura: zucchine, lattuga, pomodoro, cetrioli, carote, erba cipollina, fagiolini,
  • Frutta: banana, arancia, mandarino, uva, melone,
  • Frutta secca: mandorle, semi di zucca.

Oltre a questi cibi, alcune consuetudini possono migliorare la sintomatologia del colon irritabile:

  • Evitare pasti troppo abbondanti e anche i lunghi periodi di digiuno.
  • Bere molto e, oltre che scegliere bene gli alimenti, alimentarsi in modo regolare facendo anche una certa attenzione agli orari.
  • Mangiare con calma, preferibilmente seduti a tavola.
  • Fare regolare esercizio fisico e anche una passeggiata dopo il pasto, se possibile.

Rimedi naturali

La natura in soccorso, come spesso accade.:-)
Alcune erbe, assunte soprattutto sotto forma di infusi, possono aiutarti a controllare i sintomi della sindrome e agire contro quegli stati d’ansia e di stress, che non fanno altro che peggiorare il disturbo.

Le erbe a cui fare ricorso sono:

  • melissa
  • tiglio
  • passiflora
  • valeriana

piante capaci di rilassarti e ridurre l’ansia.
Oppure:

  • rodiola rosea
  • schisandra

piante capaci di aiutarti a reagire positivamente allo stress fisico e psicologico.
Ancora:

  • finocchio, camomilla, gramigna

per aiutare la digestione, sgonfiare la pancia e ridurre gli spasmi addominali.
Ancora:

  • malva
  • semi di lino

per ridurre l’infiammazione.

Carissima amica,
spero davvero che i miei consigli ti possano essere di aiuto e tu possa gestire al meglio la patologia.
L’unica raccomandazione che ti faccio è (come sempre nei casi più importanti) di chiedere il parere del medico, dello specialista prima di tuffarti in una dieta fai da te e, soprattutto, chiedi supporto al nutrizionista affinchè ti possa orientare verso un regime alimentare più idoneo per le tua specifica situazione.

Un abbraccio,

Cinzia

 

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Cinzia Tarchini
Naturopata, Diet Coach, Esperta in Dimagrimento e Nutrizione e autrice del metodo PerdiPesoConMe!, un metodo unico in Italia per dimagrire con programmi che ti accompagnano giorno per giorno per ritrovare il tuo peso forma. Cinzia Tarchini ha fatto della Naturopatia e della Nutrizione non solo il suo lavoro, ma il suo punto di riferimento per la vita quotidiana. "Il cibo può essere una vera e propria medicina". La mia missione è aiutare le persone a ritrovare il proprio peso forma in modo sano e sereno!

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