Buongiorno Miei Cari,

Prima di raccontarvi cosa sia esattamente la Disbiosi, le sue cause, i suoi sintomi e di come si possa migliorare attraverso l’alimentazione e la terapia naturale, voglio raccontarvi come durante gli ultimi anni ho avuto il piacere di frequentare buona parte dei seminari organizzati dall’associazione “Cibo è Salute” tenuti dal Professor Sergio Chiesa e dal suo staff di Medici.
L’ultimo dei suoi seminari, che ho frequentato ad Aosta il 23 Luglio 2016 aveva come temi:
Intolleranze e Allergie Alimentari e
La sindrome del colon irritabile.
In quest’articolo ti spiegherò una parte di ciò che ho potuto imparare dalle parole del Professore e del suo Staff di grandi professionisti.

Cibo è Salute

Sacerdote e uomo di grandissima scienza, il Professor Chiesa mi ha stupito fin da subito, e mi lascia a bocca aperta ancora oggi, per la sua unica capacità di unire doti umane, di profondissima empatia e sensibilità nei confronti dei suoi pazienti e partecipanti ai suoi seminari, ad un’intelligenza e ad una preparazione scientifica difficili da trovare.
E non di meno, la capacità di spiegare e trasmettere argomenti di carattere chimico o fisico con una semplicità che è di pochissimi.
Sul sito www.kousmine.net trovate il calendario dei prossimi seminari se qualcuno di voi, ha a cuore approfondire tematiche legate alla prevenzioni delle malattie croniche o degenerative quali il cancro o le malattie autoimmuni attraverso l’alimentazione.

E voglio allacciarmi alle parole del Professore, che sentiremo a conclusione di questo articolo, in alcuni fotogrammi di un video realizzato ad un suo seminario, per parlare di infiammazione intestinale e di quale siano i cibi alla base della salute del nostro intestino.

L’intestino: il più grande organo del nostro sistema immunitario

intestino nostro secondo cervello

Cominciamo riassumendo le funzioni del nostro intestino, che vanno ben oltre alla funzione evacuativa che noi tutti conosciamo, e che di certo rappresenta la più grande via d’eliminazione delle scorie, delle tossine del nostro organismo. E per questo è d’importanza straordinaria. Ma il nostro intestino sa fare molto di più! 🙂

Infatti la nostra flora batterica intestinale:

  • Interviene nei processi digestivi, in particolare modo nella digestione dei grassi e degli zuccheri.
  • Partecipa alla sintesi delle vitamine.
  • Promuove l’assorbimento degli oligoelementi come il ferro, il magnesio o il calcio.

Ma il nostro intestino, oltre alla digestione e l’assorbimento di nutrienti necessari per l’energia, la crescita e il mantenimento della salute del nostro organismo, è anche il più grande organo immunitario di tutto il nostro corpo.

Il nostro intestino infatti, riceve col cibo, oltre ai preziosi nutrienti, anche batteri, virus e sostanze tossiche. Lo stomaco, con i suoi acidi gastrici, uccide buona parte dei microrganismi patogeni che introduciamo. Ma a livello intestinale esistono altri sistemi pensati perché l’intestino possa difendersi dai microrganismi dannosi che si possono insidiare tra le sue cellule.
La microflora intestinale per esempio, ne ostacola la permanenza. La mucosa intestinale intrappola i batteri nocivi e ne facilita l’eliminazione. Ed ultimo ma non meno importante, i componenti del sistema immunitario vero e proprio che riconoscono “i patogeni” e li eliminano.

L’intestino come secondo cervello

Michael D. Gershon responsabile del dipartimento di anatomia e biologia cellulare della Columbia University, autore di innumerevoli pubblicazioni scientifiche, è considerato uno dei padri della neurogastroenterologia, quindi uno dei maggiori esponenti di questa teoria che ha ormai basi sempre più scientifiche.

Nel suo libro intitolato appunto “Il Secondo Cervello” racconta che il Sistema Gastroenterico è dotato di un cervello. E che l’intestino è il solo organo a contenere un sistema nervoso intrinseco in grado di mediare i riflessi in completa assenza di input dal cervello o dal midollo spinale.

Michael D. Gershon scrive nel suo libro che l’intestino è più intellettuale del cuore e potrebbe avere una capacità “emozionale” superiore.

Stupiti?!
O già ve l’aspettavate in quanto “ascoltandovi” vi siete accorti già da tempo di quanto il vostro intestino psicosomatizzi tutto ciò che vivete?!

La “disbiosi” come terreno fertile per molti disturbi e patologie

Possiamo ben dire che per quanto possa sembrare incredibile, molti problemi e malattie hanno la loro causa profonda in un cattivo funzionamento dell’intestino e questo è legato prima di tutto alla nostra alimentazione.

Secondo la Dottoressa Michela Trevisan, Biologa Nutrizionista Specializzata in Scienze dell’Alimentazione, docente dei corsi Kousmine

La Disbiosi porta conseguenze sulla salute di tutto l’organismo.
Una dieta a base di carne e cibi raffinati provoca sicuramente Disbiosi.

Pochi di noi masticano bene ciò che mangiano e affrontano il pasto con sufficiente serenità.
Questi cibi, poco digeriti e poco masticati, sono la causa delle nostre allergie e intolleranze alimentari.
A prescindere dal cibo che stiamo mangiando.

E’ inutile fare ricerca sulle intolleranze alimentari se prima non mastichiamo bene e consumiamo i pasti con calma e serenità!

Anche le persone che soffrono di obesità e di buona parte delle patologie mentali o psichiatriche, come delle malattie del sistema immunitario hanno certi caratteristici batteri nell’intestino e in qualche modo una flora batterica manomessa.

Quando la flora batterica è in equilibrio tutto va bene, buona digestione e buon assorbimento,

Una cattiva flora batterica, un “intestino a colabrodo” che non assorbe nutrienti ma rilascia cibo mal digerito sotto forma di sostanze non digerite o di scarto, che entrano in circolo nel nostro organismo, provoca infiammazione intestinale, disbiosi e allergie o intolleranze alimentari.
E le sintomatologie di ciò che ho spiegato nelle righe precedenti non sono solo a carico intestinale, ma vanno dal malumore, fino al mal di testa, fino ai funghi alla pelle.

La realtà è che una volta che il cibo mal digerito sotto forma di scorie entra in circolo, queste scorie vanno a toccare il nostro tallone d’Achille ossia l’organo o gli organo soggettivamente più deboli.

Secondo Chiesa, l’alimentazione di oggi è troppo ricca di grassi, di zuccheri raffinati e additivi. Ed è troppo povera di fibre, vitamine e sali minerali.

Per il buon funzionamento del nostro intestino dovremmo introdurre attraverso il cibo 30 grammi di fibra al giorno. E questa fibra il nostro apparato digerente la “va ad estrapolare” dai cereali integrali, dai legumi e dalla verdura di cui ci nutriamo.
Ma l’alimentazione di molti di noi è spesso povera di questi nutrienti.
Ancor di più quella dei nostri figli.

Come il Professor Chiesa insegna, il nostro intestino si nutre di acidi grassi a catena corta. Gli acidi grassi a catena corta sono il nutrimento delle cellule intestinali dell’epitelio interno, che è delicatissimo e filtra i cibi di cui ci nutriamo lasciando passare le sostanze nutrienti e fermando le altre. Quindi ha un ruolo determinante non solo per la buona funzionalità dell’intestino, ma per la salute dell’intero organismo.
Gli acidi grassi a catena corta non sono contenuti in quasi nessun cibo.
Li “fabbricano” i batteri della nostra flora batterica intestinale i quali digeriscono le fibre e le trasformano appunto in acidi grassi a catena corta.
Ma se non mangiamo fibre o non ne mangiamo a sufficienza, come mai faremo a produrli e quindi a nutrire il nostro intestino?

https://www.youtube.com/watch?v=txFdN-0D92M

La realtà è che le persone che non mangiano abbastanza fibra hanno una flora batterica intestinale in forte squilibrio. Da qui la stitichezza o la disbiosi.

Nell’intestino della persona stitica, di chi non evacua ogni giorno, si creano infiammazioni che compromettono la salute di tutto il nostro organismo.

Basterebbero quotidianamente un paio di cucchiai di crusca dì avena (solo avena, non frumento!) e un paio di cucchiai di polvere di psillio (si usano i semi o la cuticola di una pianta erbacea chiamata Plantago psylliumche, li trovate in farmacia) per riuscire non solo ad andare in bagno ogni giorno ma anche per abbassare in un buon numero di casi i livelli di colesterolo alto.
Ovviamente un paio di cucchiai di crusca d’avena e di polvere di psillio non hanno la presunzione di costituire la componente di fibra alimentare dell’intera giornata.
Durante i pasti, cereali integrali, legumi e vegetali completeranno l’apporto di fibra quotidiana.

intestino stitico

La disbiosi invece, è una condizione di alterazione della flora batterica intestinale, alla base di tutti i problemi intestinali.
Sindrome dell’intestino irritabile, meteorismo, emorroidi, dermatiti, mal di testa, stanchezza cronica, nervosismo, ansia. Ma anche sovrappeso e obesità, intolleranze o allergie alimentari possono avere il loro terreno di base nella disbiosi.

Le cause sono un’alimentazione troppo ricca di prodotti di origine animale come i formaggi, il burro, i salumi, le carni rosse o le carni grasse.
Ma anche di carboidrati raffinati (quindi non integrali) come la pasta, il pane, la pizza o i dolci. E troppo povera di fibre, vitamine e sali minerali.

La cattiva digestione, la stitichezza, lo stress, le infezioni intestinali, ma anche lo stato d’acidosi dovuto a malattie, terapie farmaceutiche o cattiva alimentazione possono aver aggravato o causato il quadro della disbiosi.

Come migliorare la Disbiosi attraverso l’alimentazione

Come abbiamo già accennato, l’alimentazione gioca un ruolo primario nei confronti della salute del nostro intestino.
Per cercare di prevenire i disturbi più comuni che portano alla disbiosi, disinfiammare l’apparato gastroenterico e riportare in equilibrio la flora batterica intestinale, occorre innanzitutto capire:

  • Quali cibi evitare perché ne siamo intolleranti o allergici;
  • Quali possano infiammarlo o provocare gonfiore addominale;
  • Quali siano invece gli alimenti che portano nutrienti fondamentali per il suo benessere.

Vediamoli insieme:

In primis attenzione al caffè, alle bibite gassate e agli alcolici in genere.
Anche l’acqua gassata non è certo un toccasana nei confronti dei disturbi intestinali.

Per quanto riguarda i cereali e le farine, di norma sono consigliate per il proprio benessere e la propria salute quelli integrali e non raffinati. Principalmente per l’apporto di fibra che come abbiamo visto sopra viene digerita dai batteri della nostra flora batterica intestinale e trasformata in acidi grassi a catena corta, nutrimento per il nostro intestino.
I cereali integrali infatti rappresentano per il Professor Chiesa “calorie morte”, ossia cibi che ingrassano senza nutrirci e che ci tolgono la possibilità di alimentarci di cibi decisamente più nutrienti e utili per la nostra salute.

Ma nella fase acuta dell’infiammazione intestinale, come nella fase acuta della sindrome del colon irritabile, si consiglia l’uso di cereali o farine semintegrali invece che integrali (qualche specialista consiglia persino il cereale raffinato nel momento dell’infiammazione massima), perché la componente della fibra aumentando naturalmente di volume a livello intestinale non possa creare fastidioso gonfiore.

Nei casi più gravi può essere consigliata l’eliminazione dalla dieta dei cibi lievitati, del grano (sia raffinato che integrale) e dei suoi derivati come il pane, la pasta, i cracker, i grissini, la pizza e i dolci. Infatti rispetto agli altri cereali il grano ha un elevato grado di fermentazione.
Si eliminano il grano e i suoi derivati per un periodo che va da 1 a 3 mesi, consigliando il moderato consumo dei carboidrati in genere, ma si possono consumare tranquillamente tutti gli altri cereali (a patto che non siate celiaci).
Quindi orzo, avena, amaranto, mais, sorgo, miglio, grano saraceno, segale etc. Ottima anche la quinoa, pseudo cereale! 🙂

intestino libero
Utilissimo è il riso integrale che contiene naturalmente antinfiammatori che rappresentano una vera terapia nei confronti dei disturbi intestinali.
Nota importante: fate assorbire l’acqua o il brodo di cottura e non scolatelo dal riso.
Perché dopo averlo cotto in quell’acqua o quel brodo buttereste i principali nutrienti del riso stesso (tralaltro come spesso “predica”  il Dott. Berrino :))

Man mano l’infiammazione intestinale andrà scemando è giusto invece per il benessere del proprio intestino e dell’intero organismo, abituarlo gradualmente ad un’alimentazione che preveda anche giornalmente una porzione di cereali integrali (anche in chicco) e di legumi. Ancor meglio nello stesso pasto per controllare l’indice glicemico, fornire all’organismo la giusta quantità di carboidrati complessi, di proteine, di vitamine e minerali.

Un buon risotto integrale con ceci e funghi, un ottimo orzotto al pomodoro con lenticchie, piuttosto che la tradizionale pasta integrale con fagioli, sono esempi di primi piatti davvero bilanciati. Nella fase acuta fate attenzione invece a fagioli, piselli secchi e lenticchie perché potrebbero causarvi meteorismo soprattutto se non siete abituati a consumarli abitualmente. O aggiungete nell’acqua di cottura di questi cibi dell’alloro o dell’alga kombu.

Vanno benissimo anche il latte dei cereali citati sopra (latte di riso, latte d’avena, latte di miglio etc.) e il latte vegetale in genere (latte di mandorle, latte d’anacardi, latte di cocco etc.).

Il latte di soia, lo yogurt di soia, e il tufo, purché rigorosamente biologici no Ogm sono un’ottima alternativa al latte animale e ai suoi derivati quando si soffre di disbiosi o patologie intestinali.
Spesso aggravate da latte animale, gelati, formaggi e creme contenenti latte.
Purché non siate intolleranti o allergici alla soia o non abbiate patologie alla tiroide nei confronti delle quali è meglio essere accorti quando si consumano prodotti a base di soia, soprattutto se si assume il farmaco per l’ipotiroidismo.

Ricordo invece che nello yogurt di latte animale, il lattosio viene scomposto durante la fermentazione quindi non crea danni all’intestino.

Per salute e in prevenzione delle malattie croniche e degenerative, quali il cancro, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro Studi Tumori di Milano, insieme a grandi specialisti in materia nutrizione quali il Dottor Franco Berrino e il Professor Sergio Chiesa, professano tutti una grandissima certezza: impariamo a mangiare più verdura possibile, consumiamo fiumi di verdura, specialmente colorata perché rappresenta il più grande salvavita della nostra alimentazione! 🙂

ricette intestino stitico

Ma anche per quanto riguarda la frutta e la verdura, i principali antiradicali liberi e antiossidanti della nostra alimentazione, indispensabili per la salute dell’organismo, valgono regole particolari durante la fase acuta dell’infiammazione intestinale.

Fate attenzione a cavoli, cavolfiori, broccoli, cavolini di bruxelles, verza, ma anche a crauti, cipolle e peperoni perché tendono a causare gonfiore addominale.
Anche la verdura verde in foglie di colore verde scuro è meglio venga assunta limitatamente durante il periodo d’infiammazione acuta perché attiva fermentazioni intestinali.
Quindi bieta, cicoria, cime di rapa, crescione, indivia, insalata a foglia verde scuro di vari tipi, lattuga, rucola, spinaci non tutti i giorni e soprattutto a piccole dosi. Per quanto riguarda la frutta, sempre lontana dai pasti facendo attenzione a mele, banane, fichi, prugne, uva fresca o sultanina.

Per quanto riguarda le proteine animali sì al pesce, e sì alla carne bianca da allevamenti a terra purché non consumata tutti i giorni.

La Sindrome del Colon Irritabile

La sindrome del Colon Irritabile, che rientra tra le disfunzioni intestinali e come terreno fertile ha di certo un’iniziale Disbiosi,  dovrebbe essere meglio definita “Sindrome dell’Intestino Irritabile“, dal momento che riguarda l’intestino per intero.
Riguarda anche l’intestino Tenue anche se la sintomatologia è prevalentemente a carico del Crasso.

E’ una sindrome complessa e multifattoriale che porta in sè la seguente sintomatologia:

  • stitichezza
  • diarrea
  • crampi addominali
  • meteorismo
  • feci non compatte
  • meteorismo
  • dolori addominali
  • defecazione disturbata

Raramente ha conseguenze gravi quali il Morbo di Chron o la Colite Ulcerosa, ma è comunque spesso molto invalidante. Non permette di avere uno stile di vita sereno.

Non esistono esami di laboratorio determinanti, bisogna considerare una raggiera di sindromi prima di definire questo disturbo intestinale: Sindrome del Colon Irritabile.

Alcune domande a cui se rispondi positivamente, possono farti pensare che tu abbia questa Sindrome sono:

  • Soffri di dolore addominale o disagio ricorrente?
  • Hai un miglioramento con la defecazione? Quando riesci ad evacuare i sintomi dolorosi passano?
  • L’inizio dei tuoi sintomi (crampi, gonfiori etc) cambia nei giorni e nelle ore?
  • Hai una normale consistenza delle feci? Talvolta feci caprine?
  • Soffri di gonfiore addominale più di due o tre volte a settimana?
  • Hai spesso un impulso impellente di andare in bagno?
  • L’inizio dei tuoi sintomi risale a più di 6 mesi fa?
  • Ti è capitato di soffrire di questa sintomatologia almeno 6 volte in un mese?

Le cause possono essere:

  • Tradizionalmente una forte componente psicologica che si “scarica” sull’intestino;
  • Avere il colon anatomicamente più lungo (se hai l’intestino di un metro più lungo è un bel problema farlo attorcigliare intorno al tenue e di conseguenza scaricare le feci…);
  • Problemi metabolici;
  • Carenze enzimatiche (tra cui la scarsa digeribilità al glutine).

Una storia vera

Ricordo il caso di un uomo che si è presentato da me in studio accompagnato dalla moglie.
Mi piacerebbe fare nome e cognome per rendere quello che vi sto raccontando ancora più credibile, ma ovviamente per la privacy non lo posso fare. Mi limiterò ai fatti:
La moglie aveva circa 45 anni e 6 chili da perdere. Il marito aveva circa 50 anni, 10 chili da perdere e la Sindrome del Colon Irritabile nei confronti della quale non sapeva più come “muoversi”.

Questo addome sempre gonfio e dolente, e ancor di più 5,6 episodi di diarrea quotidiani, lo stavano fortemente limitando sia come persona che come professionista. Faceva l’agente di commercio quindi neanche potevo immaginare cosa volesse dire passare da un cliente all’altro con questa “scomoda disfunzione”.
Mi disse di non riuscire ad avere la vita che desiderava per colpa di questa Sindrome con cui “lottava” da anni.

Consigliai all’uomo i protocolli dietetici del Professor Chiesa e del suo staff di Medici, in particolar modo quello nei confronti della Sindrome del Colon Irritabile che prevede:
– l’eliminazione di tutti i cibi contenenti Glutine dalla dieta;
– l’eliminazione del Latte vaccino e i derivati del latte;
– particolare attenzione nei confronti di determinati vegetali.

Seguii l’uomo e la moglie durante il mese in cui portò avanti con grande scrupolo il suo nuovo regime dietetico. Ci aggiornavamo via sms e al telefono perchè mi raccontasse come stava, i suoi miglioramenti ma anche le eventuali difficoltà.
Rispose magnificamente alla sua nuova igiene alimentare e anche alla terapia fitoterapica di detossinazione mentale che gli avevo consigliato di portare avanti in quanto questa Sindrome può avere un ruolo Psicosomatico.

Al controllo del primo mese entrambi avevano perso i loro primi 5 chili ma la cosa più bella in assoluto, che mi diede davvero tanta gioia e soddisfazione, era che l’uomo aveva avuto non più di un paio d’episodi di colite in tutto il mese.
Un paio nel totale del mese contro i 5,6 episodi giornalieri di cui mi aveva parlato nella sua prima seduta.
E nei mesi le cose continuarono ad andare alla grande! La sintomatologia regredì totalmente!
Mantenendo la sua nuova dieta riuscì a raggiungere insieme alla moglie l’obiettivo peso che desiderava e si lasciò alle spalle la Sindrome che l’aveva limitato e messo a disagio per troppi anni 🙂

Se soffri di Sinfrome del Colon Irritabile e ne vuoi sapere di più scrivimi a [email protected] o chiama al Numero Verde 800.629.062 e avrai la possibilità di essere seguita da me personalmente per poter migliorare i sintomi di questa disfunzionale intestinale che capisco possa rendere la tua vita poco serena.

I rimedi contro la Disbiosi e la Sindrome del Colon Irritabile

Ultima parentesi nei confronti dell’equilibrio intestino, in caso di alterazioni della flora batterica intestinale e per favorire la crescita e lo sviluppo equilibrato dei microrganismi “buoni” che aiutano l’intestino, si consiglia l’uso di probiotici.
I generi batterici più utilizzati sono il Lactobacillus e il Bifidobacterium i quali sostengono i batteri benefici intestinali, sopprimono quelli nocivi, contrastano stipsi e diarrea, aiutano sistema immunitario a rigenerarsi.

L’alfa latto albumina come rimedio d’eccellenza 

Il Professor Sergio Chiesa, alla fine del suo Seminario ha sottolineato il ruolo dell’Alfa Latto Albumina nella cura delle Disbiosi e della Sindrome del Colon Irritabile.

L’Alfa latto albumina è presente naturalmente nel latte materno.
Il colostro è il cibo più ricco di lattoalbumina e ha grandisima importanza nell’equilibrio dell’intestino del bambino. Ennesimo motivo per cui la mamma che allatta al seno fa a suo figlio il regalo più grande del mondo!

Persino nel cucciolo di cane o di gatto, se non succhia il colostro dalle mammelle della mamma, il suo intestino non trova equilibrio e può morire di dissenteria.

L’alfa latto albumina contiene triptofano che a sua volta contiene serotonina e melatonina. Questo attivo dà serenità e nel contempo concilia il sonno naturalmente.

L’alfa latto albumina migliora l’equilibrio intestinale, la serenità e il sonno.
E’ molto utile anche in caso di intolleranze alimentari con manifestazioni intestinali.

La potete trovate in commercio, in farmacia, sotto forma di “SerPlus” e la posologia è di una bustina al giorno.
Se volete spendere meno e avere lo stesso attivo cercate una farmacia che possa preparare personalmente il prodotto.
Per esempio la Farmacia Sguazzini è in grado di prepararvi e spedirvi a casa in 24 ore le capsule di alfa latto albumina nella la confezione da 60 compresse (da assumere 1 dopo colazione e 1 dopo cena) costa 13,50 euro. E’ molto conveniente.
Ma se la farmacia del vostra città fa altrettanto andrà più che bene! 🙂

La terapia è di almeno 40 giorni ma se soffri di Sindrome del Colon Irritabile potresti assumerle anche per periodi molto più lunghi.

Con questo consiglio che spero di tutto cuore possa concretamente aiutarti nella cura del tuo intestino, ti abbraccio forte e ti dò appuntamento al prossimo articolo!
A presto!
Cinzia

 

 

 

 

 

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Cinzia Tarchini
Naturopata Nutrizionista Diet Coach, Esperta in Dimagrimento e Nutrizione. Autrice del metodo per Dimagrire "PerdiPesoConMe!". Cinzia Tarchini ha fatto della Naturopatia e della Nutrizione non solo il suo lavoro, ma il suo punto di riferimento per la vita quotidiana. “Alimentarsi in modo corretto non solo previene la malattia, ma genera salute e un senso di benessere fisco e mentale. E il cibo può essere una vera e propria medicina”.

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